martedì 20 dicembre 2011

Pubblicità clamorosamente sbagliate: quando non ci si rivolge ad un professionista

Ecco, ci risiamo.
La differenza tra un grafico ed un pubblicitario professionista è la stessa che intercorre tra un odontotecnico ed un odontoiatra; questo video ne è la prova:



by Magnaromagna.it

mercoledì 14 dicembre 2011

Nuova campagna auguri di Natale per Blu Pool Piscine


GfK EURISKO VARA LA RICERCA “RadioMonitor”



GFK Eurisko lancia RadioMonitor, una nuova ricerca sull’ascolto della radio in Italia. L’indagine sarà condotta direttamente da GfK Eurisko e si baserà sul metodo CATI con cui verranno effettuate 120.000 telefonate presso un campione nazionale rappresentativo della popolazione residente in Italia secondo i dati Istat. A questo si aggiungerà, per la prima volta in Italia, una rilevazione quantitativa automatica realizzata attraverso il sistema Meter Eurisko con un panel di 10.000 persone.

RadioMonitor inizierà le rilevazioni a metà del prossimo mese di gennaio e sarà in grado di offrire i primi risultati (base 60.000 casi), completi di tutti i profili in primavera.

La nuova ricerca, specifica per la radio, lanciata da GfK Eurisko sta raccogliendo un significativo consenso da parte dei maggiori attori del sistema radiofonico privato e dal mercato che potrà finalmente disporre di dati aggiornati sull’audience radiofonica così da promuovere nuove e più interessanti pianificazioni su questo medium.
Ha già aderito la grande maggioranza delle radio nazionali e oltre 220 emittenti radiofoniche locali.
RadioMonitor sarà inoltre collegata con l’indagine EMM – Eurisko Media Monitor, che da tempo riscuote un vasto interesse da parte  del mercato della comunicazione. 
 La vasta adesione e l’interesse che stiamo riscontrando verso la nuova iniziativa di GfK Eurisko, conferma la vitalità del settore radiofonico e la sua volontà di essere pronto alle innovazioni che stanno caratterizzando le rilevazioni di ascolto. L’introduzione del meter – afferma Remo Lucchi Amministratore delegato di GfK Eurisko – costituisce una novità assoluta per le ricerche quantitative relative al settore radiofonico italiano ed è la prima applicazione sistematica effettuata nei grandi mercati europei. GfK Eurisko ha da anni in uso un meter per le rilevazioni multimediali che produce ottimi risultati attraverso la ricerca EMM Eurisko Media Monitor. Oggi la nostra esperienza viene posta al servizio delle imprese radiofoniche che da troppo tempo erano in attesa di una nuova ricerca sull’ascolto”.
 “Spero – conclude l’Amministratore delegato di GFK Eurisko – che alle attuali numerose adesioni se ne aggiungano ulteriori, fra le restanti emittenti locali e nazionali”.

venerdì 11 novembre 2011

Child Guardian Award, premiate le campagne a misura di bambino Vincono aziende e per la prima volta le agenzie



Sono stati assegnati questa mattina al Palazzo Marino di Milano i Child Guardian Award, il premio promosso dall’ong Terre des Hommes con Pubblicità Progresso e Comune di Milano per l’adv capace di offrire l’immagine più corretta dei bambini, coniugando il rispetto dei diritti dell’infanzia con una comunicazione dal linguaggio efficace.
 Vincitore della categoria Tv è Enel con lo spot ‘Sono i vostri sogni a darci energia’ realizzato dall’agenzia Saatchi & Saatchi. Vince la categoria Stampa/Affissioni il Conservatorio Tartini (TS) con ‘Se i vostri ragazzi hanno la musica dentro è l’ora di tirarla fuori’ di Leonardo Servizi e Comunicazione. Per il Web/Altri mezzi vince iDO-Miniconf con ‘Noi siamo spettacolosi’ di LDB Advertising. La preferenza della Giuria dei Piccoli è andata allo spot di Panini ‘Le passioni si attaccano’ realizzato da 1861united. Ikea ha ricevuto due menzioni per lo spot ‘L’asilo’, sempre firmato dall’agenzia 1861united: la menzione d’onore per la categoria Tv e la menzione speciale da parte della testata Pubblicità Italia, media partner del premio. Altra menzione d’onore nella categoria Stampa/Affissioni per Brevi con ‘Fratellini d’Italia’-PG&W. Alla quarta edizione del premio si sono iscritte 56 campagne.

martedì 25 ottobre 2011

Pubblicità e bambini - campagna Boobs Bloomers - quando il business va oltre

Citiamo da blog dei pubblicitari professionisti:

"La pubblicità fino ad un certo punto ha le sue colpe. La pubblicità non crea modelli o valori, si aggancia a simboli, modelli e valori già esistenti, interpretandoli, amplificandoli e inserendoli dentro storie che raccontano prodotti con parole e immagini."


"Seppur questa pubblicità può essere considerata “triste” perché va a consolidare un comportamento, una moda che mostra delle bambine in atteggiamenti maliziosi le responsabilità (serie) sono ben altre: sociali, economiche, etc. che dovrebbero avere rispetto per certe cose, ma questa è un’altra storia: il business è andato sempre oltre. Tu cosa ne pensi?"

fonte: http://www.tpblog.it/minori-e-pubblicita-ad-ognuno-le-sue-colpe

martedì 11 ottobre 2011

SPOT CHE ATTIRA I CANI CON GUAITI ED ULTRASUONI

Citiamo dal blog dei pubblicitari professionisti:


"Per Purina Beneful “quelli” dell’agenzia di comunicazione Optimedia di Francoforte già ci erano riusciti con successo realizzando gli speciali manifesti che attiravano direttamente i loro clienti: i cani. Ora lo spot trasmesso sulla tv austriaca, è completo di guaiti e ultrasuoni rivolti direttamente al “cane spettatore” che alla sua visione dovrebbe “impazzire” e costringere l’indulgente padrone a correre ad acquistare una confezione di Beneful, nuovo brand di cibo per cani del gigante svizzero Nestlé.
Funzionerà?"



http://www.tpblog.it/lo-spot-che-attrae-i-cani-con-guaiti-e-ultrasuoni

mercoledì 5 ottobre 2011

Il caso Halford Media Italy: Poker e campioni del mondo




Può uno spot spingere chi lo guarda a commettere azioni sprovvedute o addirittura pericolose? Sembra proprio di si.
Nei mesi di maggio e giugno, su Mediaset e Sky, molti di noi hanno potuto vedere due spot in cui il portiere della nazionale Gigi Buffon era intento a giocare una partita di poker, dimentico del migliore amico dell’uomo, il suo cane.
Nel primo spot lui è seduto al tavolo verde e le sue emozioni vengono descritte da frasi come “Può essere pressante, eccitante, imprevedibile, devi avere sangue freddo, tieniti pronto”. La voce fuori campo incita”Sfida Buffon nel Pokerstars Buffon Challenge”. Mentre il cane reclama la sua passeggiata fisiologica, il grande Gigi conclude con “Ecco perché amo questo gioco”, raccogliendo soddisfatto la vincita.
Nel secondo spot, il cane fa un “giro” sul tapis roulant e si pubblicizza una carta elettronica per gestire il proprio conto sul sito Pokerstars.
Il Comitato di Controllo ha chiesto l’intervento del Giurì, in quanto a suo avviso, gli spot ledono gli articoli 11 (messaggi rivolti a bambini e adolescenti )e 12(comunicazione commerciale relativa a prodotti suscettibili di presentare pericoli)  del regolamento dell’autodisciplina pubblicitaria.
Ciò significa che, secondo il Comitato di Controllo, questi spot  non solo enfatizzano eccessivamente le emozioni e le tensioni che portano alla vincita, ma non danno il giusto risalto alla componente aleatoria del gioco e,peggio ancora, possono influenzare negativamente il comportamento di bambini e adolescenti fruitori della comunicazione.
La società contestata  si è difesa sottolineando che il poker è un gioco di memoria, intuizione e osservazione, che la fortuna non è un fattore rilevante e che l’invito al gioco non è scorretto per via dei bassi piccoli costi di partecipazione e della dicitura “ Gioca responsabilmente”. Inoltre secondo la società i bambini e gli adolescenti erano al sicuro dal messaggio sia per le fasce orarie in cui lo spot andava in onda, che per i controlli anagrafici effettuati dal sistema. Per ciò che riguarda il secondo spot, hanno sottolineato l’ironia palese della comunicazione, rappresentante una situazione talmente paradossale “il cane sul tapis roluant” da non poter generare emulazione.
Il verdetto del Giurì? Ha condannato il primo spot perché eccessivamente incentrato sullo stimolo a giocare facendo leva sul processo di identificazione ed emulazione (il testimonial è Gigi Buffon, un campione del mondo); Ha ritenuto che lo spot non abbia comunicato sufficientemente quali abilità siano necessarie per giocare a Poker, rimarcando di più la componente emotiva del gioco e della vincita.
Per quanto riguarda il secondo spot, ha dato ragione alla società, rilevando il carattere scherzoso della comunicazione, ragion per cui  non rappresenta effettivamente un pericolo.
Ha escluso la violazione dell’ art. 11, in merito all’influenza negativa su minori in quanto target accidentale del messaggio e per via delle restrizioni alla partecipazione al gioco. Restano da fare alcune valutazioni sulla dicitura “Gioca responsabilmente” e sull’accesso ai minori, non sufficientemente evidenziate dalla comunicazione.
“Il Giurì, esaminati gli atti e sentite le parti, dichiara che il primo telecomunicato contestato è in contrasto con l'art. 12 del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale, e ne ordina la cessazione.”

giovedì 29 settembre 2011

ELISIR SALVAIMPRESE


In questi tempi difficili, in questi tempi di crisi economica è facile lasciarsi prendere dall'orgoglio e cercare di dare un colpo di coda a questa situazione di precarietà aziendale.
Spesso ci si affida a persone che operano nel mondo della pubblicità improvvisando piani di comunicazione basati su impressioni od improbabili lampade di cristallo.
Questa campagna esce proprio per comunicare che esiste gente che la pubblicità non l'improvvisa, applicandosi ad essa con metodi professionali, lavoro e trasparenza. Noi vogliamo esserne un valido esempio, a tutti i costi.
Combattiamo la pubblòicità inutile.

domenica 11 settembre 2011

Smart market research - By Kevin Duncan - The Start Up Donut
















Riportiamo un articolo molto esaustivo circa l'utilità di una indagine preliminare di mercato applicata ad una micro-impresa.
Paradossalmente, questi strumenti risultano essere più efficaci sulle piccole imprese che sulle grandi aziende multinazionali. Kevin Duncan ce lo spiega:

Good market research can be the difference between success and failure. Start-up author Kevin Duncan explains how to find out more about your competitors, potential customers and – crucially – their reaction to your prices.
What's the main danger with business ideas?

If you believe you have an excellent idea for a business, don't get fooled into a false sense of optimism. Test it thoroughly by doing some basic market research. Only then can you move forward on any sound basis.
We're talking customers?
Customers are what it's all about so find out how much demand there is for your product or service. Ask yourself:
- Which types of people or businesses will buy from you?
- Do they fall into different categories?
It's wiser to focus on specific types of customers, rather than hoping you appeal to everyone, unless your products and services have genuine mass-market appeal. You need to find out who needs what you are offering.
What about my prices?
Together with how much they would buy, reaction to price is the most important information of all. Then you’ll be able to determine whether or not you have a viable idea for a business.
What about competitors?
Identify the other players in the market and find out:
- What they offer
- Are they successful, and if so – why?
- What are their strengths and weaknesses How do these compare with your own?
- How much do they charge and can you afford to compete? If you can't, do you have a Plan B?
Be prepared – you might have to cut your costs or change your proposition to make sure there's enough room in the market for you.
What about external influences such as the economy?
If people are simply not spending on the things you're planning to sell, you'll struggle. Ploughing a lot of money into a business on that basis is ill-advised – the risk is too great. Also, find out whether you’re faced with any legislative restrictions. If you are, you must consider their likely impact on your plans.
It's easy to get carried away…
Starting a new business is a dream that many people have, but try to assess your idea through another person’s eyes. If you were them, would you embark on such a venture? Be honest. One of the best pieces of advice I can give is to be like an inquisitive child. Ask 'Why?' in relation to every crucial factor. You must be able to justify your thinking.
I'm hard-working and have bags of enthusiasm!
Enthusiasm alone is not a sound basis on which to set up a business and nor is a commitment to hard work. You must be realistic and consider many other factors.
How do I get started?
Because of the internet, a huge amount of valuable information can be gleaned from your desktop in the comfort of your own home. Simple online searches can reveal much about potential customers and suppliers – and your competitors. However, there really is no substitute for getting out and talking to prospective customers. And it's not just asking them whether they like your idea for a business, it's whether they will buy from you and pay your prices – that’s the crux.
Kevin Duncan is writing as an expert on The Start Up Donut

venerdì 24 giugno 2011

CENTRI COMMERCIALI? COME LA BOCCIA DI UN PESCE ROSSO!

Mi è capitato di dover progettare l'allestimento di un centro commerciale, ebbene essi sono realizzati con lo stesso principio della boccia di un pesce rosso.  L'unica differenza è che nel centro commerciale è prevista l'uscita del cliente, mentre per il pesce rosso le cose non sono proprio così.






anche se può sembrare il contrario, l'area dove si fa la spesa è progettata in maniera tale da far permanere i clienti per quanto più tempo è possibile. La prima azione è di restringere le aree d'entrata e rendere più difficile il processo d'uscita. In cosa si traduce? Praticamente le file alla cassa sono pianificate in maniera sistematica in modo tale da poter essere sfruttate per esporre e vendere prodotti.
Ma andiamo per gradi nel descrivere il percorso obbligato che il cliente-tipo deve affrontare prima di poter uscire.
Mediamente, in entrata, troviamo le aree dedite agli acquisti in tecnologia. La popolazione di visitatori che si aggira in questi spazi è "interessata", mossa cioè da specifiche esigenze particolari o status sociali che la rendono compatibile con il tipo di merce esposta.
avanti a noi troveremo l'area delle offerte speciali, la più costosa per chi intende esporvi. il passaggio qui è praticamente necessario per poter accedere alle aree successive. in quest'area sosta la maggior parte degli utenti prima di avventurarsi nel famigerato corridoio centrale, arredato con stand espositivi e promoter di ogni genere.
L'area dei generi alimentari è solitamente posta a nord. Prima di arrivarci bisognerà percorrere tutta l'area espositiva dove si vendono generi che sono meno fondamentali per la diretta sopravvivenza.

Noteremo comunque un secondo ingresso a nord, direttamente in corrispondenza di quest'ultima area. Anche questo verrà sfruttato per proporre offerte speciali.
In tutti i luoghi dove si crea fila di utenti, sono presenti dei focus point che mostrano prodotti di largo consumo, ma non necessariamente indispensabili. Generi di ogetti che di solito si acquistano per noia dovuta all'attesa in fila per pagare o chiedere informazioni ai vari operatori che si posizioneranno sempre (nei momenti di stand-by) vicino ad un focus point.
Importante è sempre l'area istituzionale, di solito identificata con il centro informazioni che rimane sempre visibile, ben arredata, sempre ben popolata di operatori, posizionata sempre vicino all'ingresso principale.
Le uscite senza acquisti saranno sempre strette e difficili da reperire.
Proprio come la boccia di un pesce rosso, i percorsi in entrata ed uscita sono tortuosi da reperire, per non far "saltar fuori" il cliente in maniera semplice.


mercoledì 11 maggio 2011

Pubblicità: La società viene condannata a pagare una multa per pratica commerciale scorretta. Al centro della questione troviamo i betaglucani contenuti in alcuni prodotti, non sufficienti, secondo l'Antitrust, a garantire i benefici promessi.













L’Antitrust ha condannato Riso Scotti spa a pagare una sanzione di 120.000 euro per “pratica commerciale scorretta". Nel mirino dell’Autorità garante per la concorrenza e il mercato è finita la campagna pubblicitaria dei prodotti PastaRiso Scotti Attiva (nelle versioni penne rigate, conchiglie e linguine) e Risette Attive, presentati ai consumatori con il claim "con i betaglucani dell'orzo che aiutano a ridurre il colesterolo". Proprio questa indicazione è stata giudicata dall’Antitrust ingannevole: «all'alimento reclamizzato non possono essere attribuite le caratteristiche salutistiche vantate». In sintesi, non è vero, secondo gli esperti dell’Autorità, che l’assunzione di tali prodotti porti a una significativa riduzione del colesterolo. O meglio: la quantità di betaglucani che il consumatore può assumere grazie alla pasta o alle gallette di riso vendute da Riso Scotti non sarebbe sufficiente a ottenere tale beneficio per la salute.

mercoledì 4 maggio 2011

Ambient Marketing

Una sera, uscendo dal mio ufficio, incontro un tipo (che già conoscevo) che con entusiasmo mi ferma ed inizia a parlarmi delle sue attività.
Questo è tutt'ora una specie di azzeccagarbugli manzoniano... uno di quei tipi che sono e sanno tutto ed allo stesso tempo nulla.
Stilista, pubblicitario, regista, fotografo, pittore, visagista, estetista, oggi anche politico... si diletta in tutto a spese dei poveri polli che ci cascano (tra cui molte ignorantissime amministrazioni comunali).
Mi parla della sua nuova specializzazione in "marketing ipnotico" e mi ruba una ventina di minuti.
Ebbene in quell'assurda conversazione esisteva qualcosa di effettivamente fondato: il fatto che si possa sfruttare l'ambiente in termini di marketing.
Ebbene sì, l'ambiente può essere un potentissimo mezzo per incontrare il target.
L'Ambient Marketing nasce per ovviare alla obiettiva difficoltà di "farsi vedere" nel crescente affollamento pubblicitario dei mezzi tradizionali. 
La fascia di target alla quale ci si desidera rivolgere è presente in determinati luoghi in certi momenti della giornata. Ed è lì che si va a colpire.
L’ambient marketing cerca di portare la pubblicità direttamente dove si trova il suo target specifico, costruendo messaggi ad hoc per i suoi obiettivi; un target potenzialmente molto ricettivo, perché colto "di sorpresa" in un momento di rilassatezza, in un ambiente ove si è recato con motivazioni completamente diverse da quelle usuali per la ricezione di una comunicazione pubblicitaria.
Sempre più frequentemente anche la grandi aziende ricorrono a questa forma di Marketing, ad esempio i "Kissing Point" realizzati da Labello nelle stazioni ferroviarie tedesche (2006); o gli orinatoi appesi al soffitto nelle discoteche spagnole da Red Bull ("Red Bull ti mette le Ali"); o la dicitura "per una dimostrazione del prodotto rompere il vetro" applicate dalla Hoover sugli oblò degli aerei di linea (2007).
Ma un validissimo esempio di Ambient, ce lo ha dato Unileaver, negli anni '60.
Non cè commento che tenga, le immagini parlano da sole.
Meravigliosa azione di ambient marketing in stile progressive per il detersivo Omo. 
La creatività avanza, stupisce e piace.

 Negli anni '60 Unileaver finanzia l'idea folle di un pubblicitario che sfrutta l'ambiente per fare marketing e pubblicità. Che genio. Che bravi lì in Unileaver!


martedì 26 aprile 2011

NUOVA CAMPAGNA PER BLU POOL PISCINE

Con piacere presentiamo la nuova campagna pubblicitaria per BLU POOL PISCINE.
Il fatto di essere importatori e sviluppoatori diretti della propria tecnologia, offre a Blu Pool la possibilità di immettere sul mercato piscine di altissima qualità Top Class ad un prezzo finale realmente accessibile. Da qui il claim della campagna "Non è più un Sogno", perchè grazie a Blu Pool, oggi, la piscina in casa se la possono permettere tutti.




mercoledì 13 aprile 2011

Le potenzialità di una Rete.



In un mondo oramai sempre più costoso per le aziende, le spese di marketing rappresentano un peso gravoso sulle spalle di una piccola e media impresa. Proprio questa mattina un potenziale cliente ha deciso di rimandare a tempi più prosperosi l'idea di dotare la sua impresa di un ufficio marketing.
Nel contesto attuale è molto facile, per un'impresa del sud, non avere remore nel tagliare gli investimenti in questo settore, perchè è visto come una risorsa molto costosa e soprattutto poco conisciuta, se non poco compresa.
Per ovviare a questo stato di cose ho deciso di sperimentare sulla p.m.i. una strategia tale da dimezzare (almeno) i costi: creare una rete.
Selezionare dei soggetti operanti in due diversi mercati che abbiano degli obiettivi comuni e compatibili è un buon modo per raggiungere un risultato soddisfacente per entrambi, dividendo le spese di attuazione.
La collaborazione tra due o più soggetti, necessita che essi non debbano essere in competizione e che le relazioni tra questi debbano essere mediate da un tramite imparziale.
Da diverso tempo oramai costruisco reti di questo tipo e, con mia soddisfazione, noto che i risultati non arrivano nel lungo ma nel medio periodo. Le collaborazioni, infatti, sembrano accelerare le risposte dei rispettivi target.
Il risultato più immediato si ottiene da quella fascia di target che è condivisa dai soggetti facenti parte della rete.
Nel mondo della piccola e media impresa, è molto importante attuare strategie che limitano i costi e credo che costruire una rete sia una delle più vincenti.

lunedì 11 aprile 2011

Legal Marketing - Pubblicità e Disruption

Chi ha detto che non è possibile coniugare "DISRUPTION" (la tecnica comunicativa volta a sconvolgere le convenzioni comuni) e Legal Marketing?



Questa è una campagna pubblicitaria per uno studio specializzato nella proprietà intellettuale.
Il suo carattere è giovane sconvolge le convenzioni.
Portare un Piercing è un segno d'identità preciso, è un gesto voluto, identificativo.
Alla destra compare il payoff "identità protetta". Il Claim spiega che questo, da oltre un secolo è compito dello studio Rapisardi.
Il piercing ha la classica forma relativa al deposito dei diritti d'autore; La "R" è inoltre l'iniziale del marchio studio legale.
Trovo che questa campagna sia una di quelle maggiormente riuscite in campo "Legal".

lunedì 4 aprile 2011

Campagne di rottura e pubblicità educativa?

Quanto è importante coniugare una campagna pubblicitaria ad un adeguato carico emozionale? 
Personalmente credo che il carico emozionale influisca per una percentuale altissima sui risultati della campagna.
In particolar modo tendo tecnicamente a rompere gli equilibri che caratterizzano la vita quotidiana del pubblico in momenti ed in luoghi decisi a tavolino, in maniera tale da favorire il ricordo del messaggio inviato.
Ogni rottura di questi equilibri, spesso, viene identificata come un eccesso e si deve esser bravi a calcolare bene i benefici e le minacce che una campagna può portare.
Dal 15 Aprile, ad esempio, le Officine del Peperoncino usciranno con una campagna "social" contro il razzismo:



Perchè una campagna contro il razzismo?
Perchè è stata proposta in un territorio che oggi vive una situazione di disagio dovuta ai ripetuti trasferimenti di clandestini tunisini. Questo disagio si è manifestato anche con episodi di intolleranza ed insofferenza da parte della popolazione.
Perchè dei Preservativi?
Ogni preservativo ha un colore diverso perchè chi li usa, vorrebbe aggiungere un pò di "pepe" al proprio rapporto sessuale. Da qui il claim: "La diversità arricchisce".
Il preciso riferimento al sesso va a sconvolgere un equilibrio intimo, personale. Le reazioni a questo stimolo potrebbero essere diverse:

1. Ilarità - da associarsi al fatto che comunque per la città sono affissi dei manifesti con dei "condoms" colorati
2. Rabbia - molti fruitori della campagna potrebbero sentirsi offesi dal tipo di comunicazione proposta
3. Stupore - nel vedere un'immagine così esplicita, divertente e dissacrante che viene associata ad un tema "caldo" in questo territorio come quello del razzismo.

Tecnicamente, al pubblicitario interessa poco quale delle tre opzioni precedenti prevalga nella popolazione che verrà a contatto con la campagna, in quanto l'obiettivo sarà raggiunto nel momento in cui all'emozione sarà associato il concetto che si vuole far passare.

martedì 29 marzo 2011

Le quattro "P" sono ancora uno strumento utile per l'attività decisionale nel marketing?





Certamente le quattro “P” forniscono ancora un utile quadro di riferimento per la pianificazione del marketing. Tuttavia, rappresentano più la prospettiva del venditore che quella dell’acquirente. Per questo si è pensato di convertirle nelle quattro “C”, come segue:

prodotto = Customer value (valore per il cliente)
prezzo = Customer cost (costo per il cliente)
punto vendita = Customer convenience (convenienza per il cliente)
promozione = Customer communication (comunicazione al cliente)

  • Le quattro “C” ricordano che i clienti vogliono valore, costi bassi, convenienza elevata e comunicazione, non promozione.
Sono state proposte altre “P”, tra cui packaging, personalizzazione della vendita, passione e altre ancora. Effettivamente il packaging è già compreso nello schema, sotto prodotto o promozione, mentre personalizzazione della vendita e passione rientrano nella promozione.
Riguardo al marketing dei servizi sono state proposte altre tre “P”: la prima è personale, e riguarda l’impressione lasciata da chi fornisce il servizio; la seconda èprocedure, in quanto uno stesso servizio può essere fornito in molti modi diversi: ad esempio, un ristorante può offrire pasti al tavolo, al buffet o con consegna a domicilio. La terza, prove fisiche, si riferisce al fatto che i fornitori di servizi cercano di conferire un carattere tangibile alle proprie offerte ricorrendo a certificati, biglietti, logo e altro.
Quanto a me, ho suggerito di includere politica e pubblica opinione (che ho definito “strumenti di megamarketing”) poiché il marketing dipende in gran parte da un governo e da un pubblico ricettivi. Ad esempio, se il governo opera discriminazioni nei confronti delle multinazionali, queste ultime saranno meno efficaci; quindi le multinazionali devono adottare tecniche di persuasione mettendo in evidenza i vantaggi offerti e i potenziali contributi forniti all’economia del paese ospitante.

venerdì 25 marzo 2011

Potrebbe il marketing sfruttare il clima di privazione?



Questa mattina ho raccolto le lamentele di un cliente circa i modelli che vengono espressi attraverso i media; in particolar modo la televisione.
Egli faceva riferimento allo "sfarzo necessario", alla disciplina dell'apparire e dell'esibire quento più lusso possibile.
Questa vicenda mi ha fatto ricordare il colloquio avuto con una studentessa universitaria che mi chiedeva quanto e se un pubblicitario professionista potesse definirsi un "MANIPOLATORE".
Effettivamente molto del marketing fa leva sulle esigenze e sulle aspettative del mercato che si vuole aggredire... si deve offrire alle gente ciò di cui ha bisogno! Ma esiste qualcuno che decide di cosa abbiamo (o non abbiamo) bisogno?


W.G. Ranciman, nel 1966 propone agli studiosi della psicologia sociale e della sociologia la teoria della PRIVAZIONE RELATIVA.
Secondo Ranciman, l'insoddisfazione per il sistema di privilegi e compensi di una data società non è proporzionale al grado di ineguaglianza cui sono soggetti i suoi membri, ma dipende piuttosto dal senso di privazione dei suoi membri, che a sua volta deriva dai gruppi di riferimento e dalle comunità con i quali gli individui si confrontano, e dalle aspettative che in essi si sono formate.
Per cui l'aperto malcontento è relativamente raro in periodi di costanti privazioni, mentre tende a crescere quando si intravede una possibilità di miglioramento, ed è probabile che le rivoluzioni avvengano in periodi di relativo benessere crescente.

In poche parole, quando il senso di privazione è costante per tutti, il malcontento è  raro. Nel momento in cui ci viene fornita una possibilità di migliorare il nostro status, il suddetto malcontento aumenta ed è questo stesso che funge da stimolo per farci prendere provvedimenti e cercare cogliere quella opportunità di migliorare.


Potrebbe essere interessante pensare di poter creare un aumento calcolato del malcontento in un determinato gruppo sociale per un determinato status sociale ed offrire una via per il raggiungimento veloce della possibilità di miglioramento dello stesso? Cosa sucede se chi crea il malcontento "ad hoc" offre anche una semplice via per la soluzione?
E cosa succederebbe se questa soluzione consistesse nell'acquisto di un prodotto?
Probabilmente i facenti parte del gruppo sociale si muoverebbero per acquistare questo prodotto che favorirebbe l'acquisizione di uno status sociale più elevato.

L'esibizione del lusso attraverso i media, questo costante senso di inadeguatezza, tronisti che bevono spumanti da centinaia di euro frequentando locali notturni di estremo lusso, potrebbero essere un esempio di quanto descritto sopra?

martedì 22 marzo 2011

L'importanza di una Campagna Elettorale Permanente

L'impostazione attuale di una campagna elettorale locale (come quella per le elezioni amministrative che si tiene in questi duri giorni) è classica, basata su un'altissima pressione pubblicitaria per un periodo di tempo relativamente breve.
I materiali utilizzati rimangono sempre gli stessi, dall'affissionistica ai vari formati cartacei che vengono distribuiti (di solito) manualmente e lasciati sui banconi dei bar. Nulla di nuovo.
Personalmente sono più per una impostazione di campagna costante, spalmata per tutta la legislatura, con un budget preposto da reperire attraverso stakeholders.
Ritengo necessario un ininterrotto flusso di comunicazione tra la sfera amministrativo-politica e la cittadinanza, magari perseguendo obiettivi di fidelizzazione, ed un ulteriore flusso di comunicazione verso chi finanzia la campagna stessa (gli stakeholders).
In particolare, tendo a dividere la campagna in 2 momenti:
  1. MOMENTO ELETTORALE - con un'impostazione "Citizen Oriented" (cit. Norris)
  2. MOMENTO POST-ELETTORALE - con un'impostazione "Climate Oriented" (sempre citando Norris)
 Nel primo caso abbiamo la maggior parte del budget impiegato in campagne "Over the Line" attraverso i più comuni mezzi di comunicazione di massa. In questo caso molto è dato alla creatività "mirata" - bisogna esprimersi creativamente cercando di non ignorare i dati statistici provenienti dal monitoraggio costante del clima elettorale.
Nel secondo caso trovo utile focalizzare gli investimenti in campagne "Below the Line" integrate comunque da comunicazione O.T.L. proposta con minor pressione pubblicitaria - meno messaggi per contatto, ma presenza garantita della comunicazione.
Questa nuova concezione pone lo staff organizzativo, così come il candidato ed il partito del candidato, in costante clima elettorale durante tutta la legislatura.
Troviamo oggi un esempio pratico di questa teoria nelle varie campagne made in U.S.A. e nelle campagne elettorali nazionali di ultima istanza.
La mia personale esperienza ha portato un buon risultato durante le ultime elezioni amministrative regionali pugliesi, dove il mio assistito è stato eletto aumentando il suo elettorato del 18,3%.
Concludo con una caratteristica tipica delle campagne elettorali: le azioni di guerrilla da parte di soggetti esterni di cui vi propongo 2 esempi (forse) che hanno fatto molto ridere gli elettori, oltre a quelle di cui la mia agenzia si è resa protagonista negli ultimi giorni.






lunedì 21 marzo 2011

CAMPAGNA ELETTORALE

A maggio ci saranno le elezioni amministrative ad Oria (BR), il paesello in cui sono cresciuto.
Da circa 30 anni io continuo a crescere anagraficamente e professionalmente.
Da circa 30 anni il mio paesello continua a rimanere sempre lo stesso, a parte le strisce dipinte sull'asfalto che, in alcuni punti, sono diventate "BLU" in nome del progresso tecnologico tanto evocato dai politici locali.
In questo clima di sfiducia nelle istituzioni e di (quantomeno) trentenne immobilismo amministrativo, ho deciso di uscire con una campagna pubblicitaria istituzionale per le officine del peperoncino.
L'obiettivo è dimostrare che l'agenzia sa condurre le campagne elettorali in maniera efficiente ed efficace sconvolgendo le convenzioni.



Trovo indispensabile che la campagna verta sulla fiducia che un cittadino dovrebbe avere nei confronti delle istituzioni.
Trovo inoltre che il candidato sia una icona della fiducia.. qualcuno di cui il cittadino possa realmente fidarsi per vedere realizzate le promesse contenute all'interno dei famigerati programmi elettorali.
Saprò indicare successivamente i risultati della campagna!

Paolo Carone - strategic planner officine del peperoncino