venerdì 25 marzo 2011

Potrebbe il marketing sfruttare il clima di privazione?



Questa mattina ho raccolto le lamentele di un cliente circa i modelli che vengono espressi attraverso i media; in particolar modo la televisione.
Egli faceva riferimento allo "sfarzo necessario", alla disciplina dell'apparire e dell'esibire quento più lusso possibile.
Questa vicenda mi ha fatto ricordare il colloquio avuto con una studentessa universitaria che mi chiedeva quanto e se un pubblicitario professionista potesse definirsi un "MANIPOLATORE".
Effettivamente molto del marketing fa leva sulle esigenze e sulle aspettative del mercato che si vuole aggredire... si deve offrire alle gente ciò di cui ha bisogno! Ma esiste qualcuno che decide di cosa abbiamo (o non abbiamo) bisogno?


W.G. Ranciman, nel 1966 propone agli studiosi della psicologia sociale e della sociologia la teoria della PRIVAZIONE RELATIVA.
Secondo Ranciman, l'insoddisfazione per il sistema di privilegi e compensi di una data società non è proporzionale al grado di ineguaglianza cui sono soggetti i suoi membri, ma dipende piuttosto dal senso di privazione dei suoi membri, che a sua volta deriva dai gruppi di riferimento e dalle comunità con i quali gli individui si confrontano, e dalle aspettative che in essi si sono formate.
Per cui l'aperto malcontento è relativamente raro in periodi di costanti privazioni, mentre tende a crescere quando si intravede una possibilità di miglioramento, ed è probabile che le rivoluzioni avvengano in periodi di relativo benessere crescente.

In poche parole, quando il senso di privazione è costante per tutti, il malcontento è  raro. Nel momento in cui ci viene fornita una possibilità di migliorare il nostro status, il suddetto malcontento aumenta ed è questo stesso che funge da stimolo per farci prendere provvedimenti e cercare cogliere quella opportunità di migliorare.


Potrebbe essere interessante pensare di poter creare un aumento calcolato del malcontento in un determinato gruppo sociale per un determinato status sociale ed offrire una via per il raggiungimento veloce della possibilità di miglioramento dello stesso? Cosa sucede se chi crea il malcontento "ad hoc" offre anche una semplice via per la soluzione?
E cosa succederebbe se questa soluzione consistesse nell'acquisto di un prodotto?
Probabilmente i facenti parte del gruppo sociale si muoverebbero per acquistare questo prodotto che favorirebbe l'acquisizione di uno status sociale più elevato.

L'esibizione del lusso attraverso i media, questo costante senso di inadeguatezza, tronisti che bevono spumanti da centinaia di euro frequentando locali notturni di estremo lusso, potrebbero essere un esempio di quanto descritto sopra?