mercoledì 4 maggio 2011

Ambient Marketing

Una sera, uscendo dal mio ufficio, incontro un tipo (che già conoscevo) che con entusiasmo mi ferma ed inizia a parlarmi delle sue attività.
Questo è tutt'ora una specie di azzeccagarbugli manzoniano... uno di quei tipi che sono e sanno tutto ed allo stesso tempo nulla.
Stilista, pubblicitario, regista, fotografo, pittore, visagista, estetista, oggi anche politico... si diletta in tutto a spese dei poveri polli che ci cascano (tra cui molte ignorantissime amministrazioni comunali).
Mi parla della sua nuova specializzazione in "marketing ipnotico" e mi ruba una ventina di minuti.
Ebbene in quell'assurda conversazione esisteva qualcosa di effettivamente fondato: il fatto che si possa sfruttare l'ambiente in termini di marketing.
Ebbene sì, l'ambiente può essere un potentissimo mezzo per incontrare il target.
L'Ambient Marketing nasce per ovviare alla obiettiva difficoltà di "farsi vedere" nel crescente affollamento pubblicitario dei mezzi tradizionali. 
La fascia di target alla quale ci si desidera rivolgere è presente in determinati luoghi in certi momenti della giornata. Ed è lì che si va a colpire.
L’ambient marketing cerca di portare la pubblicità direttamente dove si trova il suo target specifico, costruendo messaggi ad hoc per i suoi obiettivi; un target potenzialmente molto ricettivo, perché colto "di sorpresa" in un momento di rilassatezza, in un ambiente ove si è recato con motivazioni completamente diverse da quelle usuali per la ricezione di una comunicazione pubblicitaria.
Sempre più frequentemente anche la grandi aziende ricorrono a questa forma di Marketing, ad esempio i "Kissing Point" realizzati da Labello nelle stazioni ferroviarie tedesche (2006); o gli orinatoi appesi al soffitto nelle discoteche spagnole da Red Bull ("Red Bull ti mette le Ali"); o la dicitura "per una dimostrazione del prodotto rompere il vetro" applicate dalla Hoover sugli oblò degli aerei di linea (2007).
Ma un validissimo esempio di Ambient, ce lo ha dato Unileaver, negli anni '60.
Non cè commento che tenga, le immagini parlano da sole.
Meravigliosa azione di ambient marketing in stile progressive per il detersivo Omo. 
La creatività avanza, stupisce e piace.

 Negli anni '60 Unileaver finanzia l'idea folle di un pubblicitario che sfrutta l'ambiente per fare marketing e pubblicità. Che genio. Che bravi lì in Unileaver!