mercoledì 5 ottobre 2011

Il caso Halford Media Italy: Poker e campioni del mondo




Può uno spot spingere chi lo guarda a commettere azioni sprovvedute o addirittura pericolose? Sembra proprio di si.
Nei mesi di maggio e giugno, su Mediaset e Sky, molti di noi hanno potuto vedere due spot in cui il portiere della nazionale Gigi Buffon era intento a giocare una partita di poker, dimentico del migliore amico dell’uomo, il suo cane.
Nel primo spot lui è seduto al tavolo verde e le sue emozioni vengono descritte da frasi come “Può essere pressante, eccitante, imprevedibile, devi avere sangue freddo, tieniti pronto”. La voce fuori campo incita”Sfida Buffon nel Pokerstars Buffon Challenge”. Mentre il cane reclama la sua passeggiata fisiologica, il grande Gigi conclude con “Ecco perché amo questo gioco”, raccogliendo soddisfatto la vincita.
Nel secondo spot, il cane fa un “giro” sul tapis roulant e si pubblicizza una carta elettronica per gestire il proprio conto sul sito Pokerstars.
Il Comitato di Controllo ha chiesto l’intervento del Giurì, in quanto a suo avviso, gli spot ledono gli articoli 11 (messaggi rivolti a bambini e adolescenti )e 12(comunicazione commerciale relativa a prodotti suscettibili di presentare pericoli)  del regolamento dell’autodisciplina pubblicitaria.
Ciò significa che, secondo il Comitato di Controllo, questi spot  non solo enfatizzano eccessivamente le emozioni e le tensioni che portano alla vincita, ma non danno il giusto risalto alla componente aleatoria del gioco e,peggio ancora, possono influenzare negativamente il comportamento di bambini e adolescenti fruitori della comunicazione.
La società contestata  si è difesa sottolineando che il poker è un gioco di memoria, intuizione e osservazione, che la fortuna non è un fattore rilevante e che l’invito al gioco non è scorretto per via dei bassi piccoli costi di partecipazione e della dicitura “ Gioca responsabilmente”. Inoltre secondo la società i bambini e gli adolescenti erano al sicuro dal messaggio sia per le fasce orarie in cui lo spot andava in onda, che per i controlli anagrafici effettuati dal sistema. Per ciò che riguarda il secondo spot, hanno sottolineato l’ironia palese della comunicazione, rappresentante una situazione talmente paradossale “il cane sul tapis roluant” da non poter generare emulazione.
Il verdetto del Giurì? Ha condannato il primo spot perché eccessivamente incentrato sullo stimolo a giocare facendo leva sul processo di identificazione ed emulazione (il testimonial è Gigi Buffon, un campione del mondo); Ha ritenuto che lo spot non abbia comunicato sufficientemente quali abilità siano necessarie per giocare a Poker, rimarcando di più la componente emotiva del gioco e della vincita.
Per quanto riguarda il secondo spot, ha dato ragione alla società, rilevando il carattere scherzoso della comunicazione, ragion per cui  non rappresenta effettivamente un pericolo.
Ha escluso la violazione dell’ art. 11, in merito all’influenza negativa su minori in quanto target accidentale del messaggio e per via delle restrizioni alla partecipazione al gioco. Restano da fare alcune valutazioni sulla dicitura “Gioca responsabilmente” e sull’accesso ai minori, non sufficientemente evidenziate dalla comunicazione.
“Il Giurì, esaminati gli atti e sentite le parti, dichiara che il primo telecomunicato contestato è in contrasto con l'art. 12 del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale, e ne ordina la cessazione.”