giovedì 22 marzo 2012

CAMPAGNA BARBECUE STYLE: critiche, contestazioni e largo seguito

L'estate scorsa le nostre menti sciolte vennero ingaggiate per promuovere un evento che aveva come protagonista il Berbecue.
La prima campagna che ne venne fuori fu molto apprezzata dal nostro (ormai spietatissimo) pubblico, composto da addetti ai lavori e non. Eccola qua:


La campagna fu molto apprezzata e lo studio ricevette i complimenti da parte di utenti, cliente e critica. L'evento pubblicizzato andò benone.
Sulla scia dell'entusiasmo, il cliente ci ri-contattò per una ulteriore campagna pubblicitaria, per riproporre un'evoluzione dell'evento precedentemente descritto.

Lo studio si mise all'opera, e le menti (evidentemente molto più sciolte del solito) partorirono quest'altra campagna pubblicitaria:





Questa campagna scatenò un vero e proprio putiferio; non persero occasione di esprimersi diverse categorie (o forse sarebbe meglio descriverle come fazioni):


  1. Addetti ai Lavori: che si congratularono per come e quanto il concetto di mangiare sullerba fosse stato spettacolarizzato, ecc... , le solite cose da pubblicitari.
  2. Cyber-conservatori: che fecero partire una vera e propria invettiva sui social network ed in diverse piazze (virtuali e non). Asserivano che il riferimento al consumo di droga fosse troppo esplicito ed ingiustificato, visto il pubblico cui era indirizzato il messaggio.
  3. Cyber-preti: che appoggiavano la suddetta invettiva asserendo che la campagna fosse frutto di una qualche possessione demoniaca volta a portare la "morte tramite peccato" nelle vite dei giovani partecipanti.
  4. Super-cyber-progressisti: che inneggiavano alla liberazione delle droghe leggere ed alla presunta libertà di potersi mangiare un panino in santa pace compromettendo per sempre un pò di neuroni.
  5. Gli aspiranti partecipanti: che si scambiavano i volantini gli uni con gli altri per sfottersi a vicenda (tutto ciò per almeno 10 giorni).
  6. Il Cliente: che ha visto il suo marchio viaggiare ad altissima velocità e l'evento avere un gran successo di pubblico.
Le officine non danno mai giudizi, ci piace considerarci eterni ignoranti così da aver sempre il gusto di imparare, ma godiamo nello smuovere gli animi della gente, nel far guadagnare i clienti, nel provocare intense emozioni diffondendo punti di vista piccanti.