lunedì 26 novembre 2012

Mai dire di no al panda. Disruption.


Ma come? Il panda è uno degli animali più mansueti al mondo, è il simbolo del WWF, il panda è da proteggere. Ma chi vi proteggerà dal panda del formaggio? 
Un paio d'anni fa, in Egitto, un'azienda produttrice di formaggi uscì con degli spot pubblicitari per la TV allo scopo di promuovere il proprio prodotto, o meglio una linea di formaggi, il Panda Cheese.
Senza andare troppo per il subliminale, hanno preso un tenero adorabile panda e lo hanno trasformato in un "convincente" promoter/testimonial. 
Il risultato è stato assolutamente disruptive, nonché molto bello, infatti le campagne sono state premiata al Cannes Lions, il più grande raduno internazionale di creativi, pubblicitari e designer.
Questo dovrebbe far riflettere tutti gli imprenditori che, ancora, hanno paura di staccarsi da un modo di fare pubblicità obsoleto. Gli anni '80 sono tornati di moda sulle passerelle degli stilisti, ma non nel mondo della comunicazione. Eppure, ancora ci si può imbattere in spot modello virtual tour del mobilificio, dell'officina meccanica, del laboratorio artigianale, come se il consumatore/spettatore non sappia com'è fatto un letto, una chiave inglese o un sacco di farina.
Una campagna pubblicitaria non è il catalogo dell'azienda, né una brochure, è un messaggio e in quanto tale deve comunicare qualcosa di unico, deve distinguere la vostra azienda dalle altre. Un letto è un letto, se non fa nulla di speciale è uguale a quello della concorrenza o, peggio, è semplicemente più costoso.
Riflettete, prima di mandare in onda un elenco puntato dei vostri prodotti e servizi.
Adesso guardiamo i cinque spot del panda Cheese.

Antonella Viapiana