lunedì 31 dicembre 2012

La migliore pubblicità del 2012 per il miglior lavoro di sempre.


A fine anno si stilano molte classifiche del meglio e del peggio visto, ascoltato e vissuto durante i 365 giorni appena trascorsi.
Questo è un blog che si occupa di comunicazione, quindi ho deciso di proporvi quella che, secondo me, è stata la pubblicità più bella del 2012.
Le ragioni che mi ha spinto ad incoronarla come tale sono, in parte, puramente tecniche, in parte, lo ammetto, dettate dal mio gusto personale, d'altronde non mi sono mai posta come giudice supremo di ciò che è bello e di ciò che non lo è, anzi, se mi avete letto, avrete potuto capire che la mia intenzione è quella di dare piccole informazioni sul mondo della comunicazione, senza tediarvi con argomentazioni eccessivamente tecniche.
La pubblicità da me scelta è quella di Procter&Gamble per London 2012, si chiama Best Job e rappresenta perfettamente lo spirito olimpico e sportivo, perché mostra al mondo come e grazie a chi si diventa campioni.
Chi è Procter&Gamble? Un gruppo che porta nelle nostre case Dash, Gillette, Ambi Pour, Ace, Oral B, Mastro Lindo e molti altri prodotti per l'igiene della casa e della persona.
Chi è il target di P&G? Le donne, le mamme.
Ecco perché questa pubblicità è bella ed efficace, perché arriva dritta al cuore delle mamme, questa è tecnica pubblicitaria, ma è anche sentimento, perché nello spot le mamme dei futuri campioni aiutano i loro bambini, ogni giorno, dal risveglio alla tifoseria e sono sempre accanto a loro.
E, secondo me, questo è il messaggio più bello che si possa lanciare in concomitanza con la manifestazione sportiva più importante del mondo.

"Il lavoro più impegnativo al mondo, è anche il lavoro migliore al mondo. 
Grazie di cuore, mamma."

Questo è il claim ed io che sono una mamma non ho potuto fare a meno di commuovermi.
Missione compiuta per P&G.
Adesso guardiamo il video, per la cui colonna sonora è stata scelta "Divenire" di Ludovico Einaudi e anche su questo "Chapeau".
Best Job by P&G

Antonella Viapiana.


venerdì 21 dicembre 2012

Fine del mondo, ovvero: Apocalisse a scopo di lucro.

Mondo, 21/12/2012
Spett.le Umanità,
ci dispiace per l'inconveniente, provvederemo al più presto a mantenere la promessa, nel frattempo vi           chiediamo di andare alla SIAE e pagare per aver usato il nostro nome a scopo di lucro, senza alcuna cessione dei diritti.
Cordiali saluti
I Maya.

Che cosa è davvero successo? Innanzitutto, a meno che io non me ne sia accorta, non c'è stata l'Apocalisse.
In realtà, c'è stata una vera e propria psicosi di massa, qualcuno l'ha presa con ironia, qualcun altro no, qualcuno ci ha fatto i soldi.
Locali e organizzatori di eventi hanno proposto serate ad hoc, alcune località stranamente invulnerabili hanno registrato il pieno delle prenotazioni e poi, ovviamente, non poteva mancare il mercato dei gadgets da fine del mondo.
Ed è proprio su gadgets che vorrei, brevemente, soffermarmi, ne ho trovati diversi, ma li dividerei in due categorie, quelli stupidi ma che potrebbero servire e quelli stupidi e totalmente inutili.
Per la categoria "stupidi ma che potrebbero servire" ho scelto:
Radio Ambient Weather WR-089. Una radio che prende tutte le stazioni e, all'occorrenza fornisce anche la carica a uno smartphone. Si ricarica col sole e a manovella. Sul sito che la produce è andata a ruba. Costa 30 dollari. 
Survival kit credit card tool. Una finta carta di credito che nasconde un coltello, dei bastoncini di magnesio per accendere il fuoco, un segnalatore luminoso e una luce led rossa. A partire da 26 dollari.
 Per la categoria "stupidi e totalmente utili" ho scelto:
Arca Atlantis dell'imprenditore cinese Zang Zongfu , per la modica cifra di 500 mila sterline.
Un oggetto poco ingombrante, da tenere sempre sott'occhio per sapere quante tempo ci resta da vivere del quale, però non ho trovato il prezzo, non mi sono sforzata di cercarlo, tanto è nella categoria "inutili"
Quindi, a dispetto delle previsioni, questa fine del mondo è stata un vero successo.
Però, oggi, 21/12/2012 non siamo sopravvissuti tutti, esistono aree della terra dove sono morti troppi bambini, per fame, per mancanza di medicine, per povertà, questo accadrà anche domani e dopodomani, ovviamente non è colpa dei Maya, ma nostra.

Antonella Viapiana



mercoledì 19 dicembre 2012

La vuoi? La stai cercando? Ma cosa?


Messaggio pubblicitario natalizio davvero originale (!).
Che la donna mezza nuda venga usata per promuovere di tutto non è una novità, forse stiamo rasentando l'inflazione della gnocca, ma, se la pubblicità è ben fatta, se vi è dietro la mano di qualche bravo regista/artista, insomma, se la tetta non è fine a se stessa possiamo accettarla (femministe vi prego, state calme) e, soprattutto, il messaggio deve entrare nella testa della gente.
Il messaggio, però, anche il più subliminale, non serve a molto se non comunica nulla o, peggio ancora, può essere dannoso per l'immagine qualora comunichi qualcosa di sbagliato.
Dopo aver visto e rivisto lo spot di questo distributore di addobbi natalizi, mi sono chiesta:
ma cosa avranno voluto dire?
Non riuscendo a trovare una risposta, sono andata a visitare il sito, eureka!
Vi risporto parte del contenuto della home page:
"L'impegno quotidiano di tutti i suoi collaboratori è di offrire un servizio sempre più completo ed efficiente allo scopo di soddisfare la propria clientela."
Ho rivisto lo spot, per la 4 volta, ho capito il senso, ho compreso che in esso vi è racchiuso il vero significato del Natale, l'AMORE...
Guardate lo spot e ditemi se non ho ragione.

Antonella Viapiana

lunedì 17 dicembre 2012

Shock alla fermata del bus. Guerrilla marketing bastardissima.


Cosa è accaduto alla bella ragazza bionda della foto? Ha deciso di aspettare il bus dove Fitness First ha pensato di fare guerrilla marketing. La multinazionale del fitness, 540 club in giro per il mondo, ha pensato di adottare la tecnica della guerrilla, una forma di pubblicità non convenzionale.
Come funziona? La ragazza arriva alla fermata del bus, legge gli orari, si siede ed ecco che il display alla sua destra segna a caratteri luminosi il suo peso.
Secondo Fitness First, questo dovrebbe convincere la gente ad iscriversi in palestra, molto probabilmente sarà andata così, in fondo l'idea è molto ironica. Purtroppo non ci è dato sapere come l'hanno presa coloro che abbondano di peso ma scarseggiano di senso dell'umorismo.
D'altra parte, una campagna come questa lascia il segno, quindi, come siamo soliti ricordarvi, in comunicazione, la cosa più importante è restare nella testa della gente.

Antonella Viapiana.

venerdì 14 dicembre 2012

Secondo voi, i flauti del Mulino Bianco sono buoni o sono sani?


Secondo lo IAP, Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria non sono sani, quindi, ha decretato che Barilla deve ritirare la campagna nella quale si millantano le qualità salutari dei suoi flauti.
Il soggetto del disappunto è lo spot dei due bambini che mangiano i flauti, la frase incriminata è quella pronunciata dalla bimba "non lo mangio perché buono, lo mangio perché è sano".
Ehh, si fa presto a dire sano, ma la legge parla chiaro:
"Il regolamento CE n.1169/2011 prescrive che nella pubblicità qualsiasi espressione anche solo velatamente suggestiva dell'esistenza di un legame tra il consumo del prodotto alimentare e la salute, debba essere accompagnata da un claim nutrizionale o salutistico, conforme alle prescrizioni del regolamento stesso e precisamente riportato in etichetta.
C'è di più il regolamento CE 1924/2006, dice che la pubblicità non deve "dare adito a dubbi sulla sicurezza e/o sull'adeguatezza nutrizionale di altri alimenti". Affermare che i Flauti sono merendine "sane" può ingenerare il dubbio, nelle persone con scarse cognizioni di nutrizione, che le altre non lo siano.
In parole povere, se i flauti non hanno particolari caratteristiche nutrizionali che li rendono davvero sani, il messaggio pubblicitario non può e non deve comunicarli, qualcuno poco informato potrebbe pensare che siano preferibili ad altri prodotti simili perché fanno bene alla salute.
Lo spot è stato quindi ritirato dopo un mese ma, secondo Barilla, ciò è avvenuto semplicemente perché la campagna è cessata. Forse la censura dello IAP è arrivata un po' tardi? Forse ai consumatori non è dato sapere queste cose per tempo? Non lo so, però so questo:
" qualora vi trovaste di fronte ad un messaggio salutista di un prodotto industriale, prima di acquistarlo "perché è sano", cercate sull'etichetta la conformità al regolamento CE. Se non lo trovate, comprate pure il prodotto ma "perché è buono""

Antonella Viapiana

lunedì 10 dicembre 2012

Benzina a 1 euro promettevano, ma era bugia o mezza verità.


Fiat si becca una multa di 200.000 euro, l'Antitrust boccia la campagna "Benzina a 1 euro" come pubblicità ingannevole.
Perché è accaduto tutto ciò?
Esaminiamo il messaggio della campagna pubblicitaria che la Fiat ha lanciato a giugno 2012, 6 mesi fa.
Lo spot si apriva facendo riferimento ai bei tempi del lontano 1999, quando la benzina quotava 1 euro, poi comincia a salire e a salire fino ad arrivare al prezzo attuale.
In quel momento, tutti abbiamo sognato di tornare a pagare 1 euro et voilà, ecco l'offerta Fiat:
"ma da oggi con Fiat tutto cambia, la vita torna in discesa. Fiat riporta il prezzo a un euro e lo congela fino al 2015".
Come come? Posso acquistare carburante ad 1 euro fino al 2015? Corro a comprare una Fiat.
Ok, magari non tutti siamo andati alla prima concessionaria Fiat a comprare una Punto, però, l'Antitrust ha riscontrato che, nel messaggio, l'azienda automobilistica ha omesso/non reso percepibili al consumatore alcune informazioni importanti in merito all'offerta.
Queste informazioni sono specificate su un articolo uscito oggi su Repubblica.it ed io ve le riporto:

  1. "L'acquisto di una autovettura nuova Fiat, escluse quelle cosiddetti bi-fuel che non sono state inserite tra quelle a cui è applicabile la promozione, da diritto ad ottenere una fuel card che consente agli acquirenti di acquistare presso alcuni distributori IP aderenti all'iniziativa un certo numero di litri di carburante al prezzo di 1 euro."
  2. "I quantitativi di carburante acquistabili sono definiti sulla base del modello di autovettura acquistata"
Quindi "ai sensi dell'articolo 20, comma 2 del Decreto Legislativo n. 206/05, per il quale una pratica commerciale è scorretta 'se è contraria alla diligenza professionale ed è falsa o idonea a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico, in relazione al prodotto, del consumatore medio che essa raggiunge o al quale è diretta" Fiat dovrà pagare 200mila euro di multa.
Significa che la pubblicità in questione ha influenzato il comportamento del consumatore medio propinandogli mezze verità, informazioni poco chiare, insomma, l'offerta c'era, ma non era come sembrava.
Al di là di questo, lo spot era davvero carino.

Antonella Viapiana

mercoledì 5 dicembre 2012

Risparmio Super, il risparmio che fa vincere premi.


Risparmio Super è un’applicazione che ha vinto il premio  per startup “Get in the ring”, imponendosi, alla finale di Rotterdam, su 200 progetti provenienti da 16 nazioni diverse.
Che cosa fa questa applicazione? Confronta i prezzi dei volantini e delle offerte promozionali dei supermercati più vicini e fornisce le migliori soluzioni. Funziona in tutta Italia, include 13.000 punti vendita e 72 catene di alimentari e di elettrodomestici.
Perché? Provate a pensare a quante offerte sono presenti su un volantino, ora, pensate a quanti volantini  circolano, sia in forma cartacea, ma soprattutto sul web.
Dopo averne sfogliati 3 o 4 avete già dimenticato le prime offerte lette, quindi un’applicazione come questa vi aiuterà a risparmiare e a scegliere cosa acquistare e dove, in tempi brevissimi.
Non siete convinti? Secondo un articolo letto su un sito di economia e finanza,  nel 2012, 7 milioni di italiani hanno cercato sul web le migliori offerte per i loro acquisti, solo in questo periodo siamo intorno ai 3 milioni. Oltre il 55% delle famiglie si affida ai volantini per PIANIFICARE gli acquisti,, come dimostrato da uno studio di Nielsen, in collaborazione con l’Università di Parma, l’affollamento dei prodotti per pagina e la frequenza eccessiva di distribuzione del volantino stesso riduce sia l’attenzione, sia il ricordo della promozione.
Se pensate che, solo per il periodo natalizio, gli italiani hanno già cliccato su 2,8 milioni di prodotti on line e sono oltre 280mila i volantini visionati, converrete che Risparmio super ha davvero meritato questo premio.
Buon risparmio a tutti.

Antonella Viapiana

lunedì 3 dicembre 2012

Banana Joe, pensaci tu. Quanto sfruttamento c'è dietro una banana?


Lo scorso 28 maggio, l'Associazione Esportatori di Banane per Ecuador e Perù ha premiato per il suo impegno sociale, la Fondazione Dale, ovvero  l'organizzazione che si occupa della responsabilità sociale d'impresa per Dole, leader mondiale per il commercio delle banane.
Grazie alla fondazione Dale sono state realizzate 22 cliniche mediche, diverse campagne di vaccinazione e vari interventi di cui hanno beneficiato 12.500 famiglie di lavoratori agricoli.
Non male per un'azienda come la Dole che ha un passato piuttosto turbolento in fatto di (ir)responsabilità sociale o almeno così si legge sul web.
Provate a cercare con il vostro motore di ricerca queste due parole "sfruttamento dole".
Le notizie trovate parlano di sfruttamento di minori, utilizzo di prodotti chimici tossici e cancerogeni, atti di violenza in quel di Somalia e strane relazioni tra Dole e la morte del giornalista del TG2 Marcello Palmisano nel 1995, in Somalia.
Nel 1992, il Tribunale della Acque, con sede ad Amsterdam, ha condannato Dole per usare in Costa Rica grandi quantità di pesticidi che, oltre a contaminare il fiume Estrella fino al mare, inquina anche i pozzi.
Nel 2006 un ragazzino, intervistato da Human Rights ha dichiarato di essere svenuto mentre lavorava ma di non essere andato dal medico (paura di perdere il lavoro?)
Fare responsabilità sociale d'impresa significa innanzitutto operare nella legittimità all'interno della propria azienda, perché non basta aprire 22 cliniche mediche per far curare i propri lavoratori.
Tutte le informazioni per scrivere questo breve post sono state prese da qui, da qui e da qui, ma potete trovare anche altro.

Antonella Viapiana