lunedì 10 dicembre 2012

Benzina a 1 euro promettevano, ma era bugia o mezza verità.


Fiat si becca una multa di 200.000 euro, l'Antitrust boccia la campagna "Benzina a 1 euro" come pubblicità ingannevole.
Perché è accaduto tutto ciò?
Esaminiamo il messaggio della campagna pubblicitaria che la Fiat ha lanciato a giugno 2012, 6 mesi fa.
Lo spot si apriva facendo riferimento ai bei tempi del lontano 1999, quando la benzina quotava 1 euro, poi comincia a salire e a salire fino ad arrivare al prezzo attuale.
In quel momento, tutti abbiamo sognato di tornare a pagare 1 euro et voilà, ecco l'offerta Fiat:
"ma da oggi con Fiat tutto cambia, la vita torna in discesa. Fiat riporta il prezzo a un euro e lo congela fino al 2015".
Come come? Posso acquistare carburante ad 1 euro fino al 2015? Corro a comprare una Fiat.
Ok, magari non tutti siamo andati alla prima concessionaria Fiat a comprare una Punto, però, l'Antitrust ha riscontrato che, nel messaggio, l'azienda automobilistica ha omesso/non reso percepibili al consumatore alcune informazioni importanti in merito all'offerta.
Queste informazioni sono specificate su un articolo uscito oggi su Repubblica.it ed io ve le riporto:

  1. "L'acquisto di una autovettura nuova Fiat, escluse quelle cosiddetti bi-fuel che non sono state inserite tra quelle a cui è applicabile la promozione, da diritto ad ottenere una fuel card che consente agli acquirenti di acquistare presso alcuni distributori IP aderenti all'iniziativa un certo numero di litri di carburante al prezzo di 1 euro."
  2. "I quantitativi di carburante acquistabili sono definiti sulla base del modello di autovettura acquistata"
Quindi "ai sensi dell'articolo 20, comma 2 del Decreto Legislativo n. 206/05, per il quale una pratica commerciale è scorretta 'se è contraria alla diligenza professionale ed è falsa o idonea a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico, in relazione al prodotto, del consumatore medio che essa raggiunge o al quale è diretta" Fiat dovrà pagare 200mila euro di multa.
Significa che la pubblicità in questione ha influenzato il comportamento del consumatore medio propinandogli mezze verità, informazioni poco chiare, insomma, l'offerta c'era, ma non era come sembrava.
Al di là di questo, lo spot era davvero carino.

Antonella Viapiana