martedì 26 febbraio 2013

Lamentarsi sui social network. #Firstworldproblem VS #Thirdworldproblem

Quanto ci piace frignare sui social? Quanto amiamo i like e i retweet che portano i nostri problemi sulla vetta della popolarità? Tanto, ma così tanto che se il treno è in ritardo, sentiamo il bisogno di cercare consolazione tra i nostri amici/followers e loro, ovviamente, non deludono mai le nostre aspettative.
Fioccano commenti, partono i retweet, così tutti sapranno che siamo sul binario del treno, tristi e inconsolabili, lo saprà anche gente a cui non importa nulla delle nostre disgrazie apocalittiche, però la cosa importante è lamentarsi.
E se un giorno qualcuno mettesse a confronto i problemi dei paesi cosiddetti civilizzati con quelli dei paesi cosiddetti sottosviluppati, utilizzando lo stesso mezzo dei primi, ovvero i social?
Ecco, udite udite, oh voi lagnosi del web: "Water is life", un'organizzazione che si occupa di aiutare "concretamente" i popoli meno fortunati, ha fatto una bellissima campagna pubblicitaria, in gergo tecnico la definiremmo comparativa, in gergo umano sarebbe più consono appellarla come:
"la bastonata che non ti aspetti".
Le campagna si chiama "Hashtag Killer"ed è fatta così:

  1. immagine centrale di una persona che ha problemi da Terzo Mondo
  2. screenshot del tweet di una persona che ha problemi da Primo Mondo, posizionato nell'angolo in basso a destra (che io tradurrò nella presentazione della foto).
  3. Claim e brand subito accanto al tweet: "Fai una donazione per aiutare a risolvere i veri problemi" 

Guardiamo insieme le campagne:

"Ho tagliato il pompelmo lungo l'asse sbagliato"
"Io odio aspettare sei mesi prima della prossima pulizia dei denti"

"Mio figlio ha trovato il giocattolo sbagliato nell'Happy Meal"
Ora, possiamo continuare a lamentarci...?

Antonella Viapiana