mercoledì 6 febbraio 2013

Ma tu, in edicola ci vai correndo?

Parlare di pubblicità e comunicazione in maniera comprensibile, senza utilizzare quei paroloni, perlopiù inglesi, con cui i signori del Marketing amano riempirsi la bocca/darsi le arie, non è sempre facile.
Oggi, invece di parlare di strategie e tecniche pubblicitarie, vorrei buttarla sul ridere, ché fa tanto bene all'anima.
Mentre parlavo con un amico di quanto possano essere stupide alcune pubblicità, questi ha posto la mia attenzione su qualcosa che mi ha fatto molto ridere.
Guardando la pubblicità di un prodotto editoriale (includiamo anche gli inserti speciali/straordinari/unici come un dvd su come fare il punto croce), quante volte avete sentito la frase "CORRI IN EDICOLA"?
Riflettendo, effettivamente, io non ho mai visto nessuno correre in edicola, per la partita sì, per il cinema anche, meno che per il calcio, ma per prendere un inserto speciale, che so, di Repubblica, mai.
Come mai quella voce, dopo avere elencato le caratteristiche del prodotto editoriale a mo' di "questo medicinale può avere effetti indesiderati, leggere attentamente il foglietto illustrativo" ci invita a correre in edicola?
Diciamo che, secondo me, è un modo un po' blando e sicuramente obsoleto di farci credere che il prodotto in questione abbia chissà quali caratteristiche uniche, quali pregi e quanto sia importante non perderla.
Funziona? Non lo so, se avete visto qualcuno correre in edicola, fatemelo sapere.

Antonella Viapiana