lunedì 4 marzo 2013

Bugie e pubblicità occulta in rete.


Credi a tutto quello che leggi sul web?
Si definisce pubblicità occulta quel messaggio pubblicitario che viene espresso in modo non palese, ovvero quando il destinatario del messaggio non è messo nelle condizioni di percepirlo come tale.
Social network, blog e web marketing hanno messo a punto una nuova ricetta per creare, promuovere e rilanciare la brand reputation di un'azienda attraverso il web e, a volte, all'insaputa del consumatore.
Come può mai accadere una cosa del genere?
Purtroppo non è così difficile, soprattutto in ambiente web, dove il confine tra ciò che è vero e ciò che è costruito è sempre più labile.
Molti blogger sono pagati dalle aziende per promuovere un loro prodotto o servizio.
Il blogger che accetta la commissione si mette al PC e pubblica un post su quel determinato prodotto o servizio esprimendo una sua opinione, magari positiva, sicuramente lodevole.
Il problema nasce nel momento in cui i lettori fedeli e affezionati del blogger non sono avvisati dell'accordo, quindi percepiscono il post come pura opinione personale, ben lontana da quello che è in realtà, ovvero un messaggio promozionale.
La lettura del post potrebbe influire sul comportamento d'acquisto del lettore in favore di quel prodotto?
Certo, altrimenti l'azienda non pagherebbe il blogger.
Ora, per deontologia professionale, in primis, nonché per legge, il blogger è tenuto a rendere noto il carattere del post, ovvero a dichiarare che è stato pagato per parlare del prodotto.
Purtroppo non lo fanno tutti e il gioco funzionerà fino a quando il lettore/consumatore si fiderà dell'opinione del blogger, ma se dovesse capire il trucco, addio signor influencer truffaldino, hai perso di credibilità.
Ovviamente, molti professionisti non hanno problemi ad essere onesti e per loro il discorso non vale.
Ma non è finita, esiste un'altro modo per fare pubblicità occulta.
Un'azienda o l'agenzia alla quale questa si è rivolta, potrebbe decidere di adottare un nuovo mezzo di comunicazione: il critico non professionista.
Costui è una figura molto simile a quella dell'opinionista, solo che non è facilmente identificabile, si aggira per i salotti del web ed esprime un'opinione attraverso il commento.
Adesso riformuliamo la domanda iniziale:
Hai creduto a tutto, ma proprio a tutto, ciò che hai letto sul web?