venerdì 5 aprile 2013

PlayStation Portable e sei un topo.



   Sony ha realizzato una nuova campagna pubblicitaria per la PSP che definirei molto veritiera. Quello che mi chiedo è se l'intenzione a monte del progetto fosse di natura etico-morale o diseducativa.

   Le due varianti offrono allo spettatore una prospettiva piuttosto inquietante, il soggetto è stato privato della sua natura umana, sostituendone la testa prima con una sfera d'acciaio, poi con la testa di un topo. La PSP viene rappresentata da due oggetti che rapiscono l'attenzione del soggetto, facendone soccombere la volontà di fronte a leggi fisiche e di sopravvivenza.

  Il punto è: come reagirebbe un genitore davanti a queste immagini? Sebbene il target di riferimento sia composto soprattutto da ragazzi, sono i genitori che acquistano il prodotto. Quindi, una madre o un padre, di fronte alla prospettiva di vedere il proprio figlio o figlia paragonato ad un topo o ad una pallina d'acciaio, sarà davvero propenso all'acquisto della PSP? O forse, questa campagna ha lo scopo di fare da monito all'utilizzo improprio del prodotto?

  Il problema sorge per l'assoluta mancanza di una parte testuale che, in qualche modo, espliciti il messaggio. Pur avendo un forte impatto visivo e anche una certa estetica grafica, secondo me è incompleta proprio perché il messaggio è ambiguo, caratteristica che, in questo caso, non produce effetti positivi sul comportamento del consumatore/acquirente.

   Bastava aggiungere "dopo tre ore di gioco sei così"o qualcosa del genere e sarebbe stata un'ottima operazione di responsabilità sociale d'impresa. Invece, senza alcuna indicazione testuale, la campagna è solo un bel lavoro di grafica.


Antonella Viapiana