lunedì 15 aprile 2013

Virtual sex vs Real sex. I Millennials nel sondaggio "Love & Lust" di Havas Worldwide


I Millennials sono  i ragazzi ( tra i 18 e i 34 anni) cresciuti nell'era digitale, con tutte le conseguenze che questo habitat ha portato sulle loro vite.

  Love & Lust, il sondaggio dal quale è tratto questo post è stato eseguito da Havas Worldwide, multinazionale della comunicazione. L'indagine condotta su un campione di 2000 adulti. in USA e in UK ha portato alla luce dei dati sui quali è necessario riflettere. La ricerca è focalizzata sulle relazioni sessuali e sentimentali nell'era digitale.  Ed ecco un breve riassunto dei dati emersi:
  • Il 32% della fascia d’età 18-34 dice che “virtuality is reality” e per loro significa che ciò che accade online è reale.
  • Visitano il web con intenti sessuali il 46% dei Millennials, contro il 38% dei 35-54 e il 20% degli over 55.
  • Il 29% dei Millennials afferma che le immagini su internet  abbiano influenzato il loro modo di pensare al sesso, mentre il 24%, circa uno su 4, ammette che tale influenza sia dovuta alle discussioni in chat. 


   Sebbene molte persone, di varie età, usino Internet con intenti sessuali, i Millennials credono che sia possibile/normale creare delle relazioni sessuali/affettive grazie ai servizi online. Facebook è il primo in classifica per il 39% , seguito da siti di incontri come Plenty of Fish e chat come Skype e MSN. Persino Twitter rappresenta un canale di "rimorchio" per il 23% . Dalle interviste si evince che questa generazione tende a scoprire il sesso più attraverso lo scambio di pettegolezzi, aneddoti e pubblicazioni, che attraverso l'esperienza tradizionale.

   Joy Schwartz, President, Havas Worldwide Chicago afferma “Chiunque sia interessato può leggere e guardare qualsiasi cosa, imparando tutto, dall’educazione sessuale di base alle tendenze più estreme".
Così, se da un lato il 44% dei Millennials è spinto ad acquistare sex toys e amplificatori di performance, quasi la metà pensa che, in generale, i siti di sesso, le app e altri strumenti/canali digitali stiano incoraggiando i giovani ad avere rapporti sessuali prima che siano pronti. Il 29% teme di non essere molto bravo a letto e il 21% che le sue fantasie sessuali o i suoi comportamenti non siano normali.

   In questo scenario contraddittorio però, l'approccio online sembra essere diventato una prassi normale per iniziare un qualsiasi tipo di relazione. Tale fenomeno ha avuto un impatto negativo su alcuni aspetti della società, infatti molte relazioni offline finiscono per colpa di quelle online, soprattutto perché internet ha semplificato la vita dei fedifraghi seriali, rendendo più semplice l'arte dell'imbroglio.  Ma il dato più preoccupante è che si sta perdendo la capacità di distinguere il virtuale dal reale. 

   Secondo Matt Weiss, direttore generale dell’ufficio marketing di Havas Worldwide  “Adesso, le persone sono online in ogni momento della giornata, mentre si recano a lavoro, quando sono nei bar e nei ristoranti, in bagno e a letto...questo ha prodotto un cambiamento profondo nel modo in cui la gente opera distinzioni su alcune questioni importanti della vita: pubblico vs privato; reale vs immaginario, normale vs anormale e giusto vs sbagliato.”

   Le cose non vanno meglio, nemmeno, nell'eterno conflitto tra intelligenza e bellezza e ce lo dice un confronto tra il sondaggio del 2013 e i dati raccolti nel 2003. Agli intervistati è stato chiesto di scegliere, tra quattro alternative, quale fosse la più eccitante/attrattiva. A fronte di intelligenza, forzafisica/bell’aspetto, soldi e potere, nel 2003, un rilevante 79% scelse l’intelligenza, oggi questo dato è sceso al 46%, la forza fisica e il bell’aspetto, nel 2003 erano al 10%, oggi al 42. La preferenza crescente per l’avvenenza è confermata da un altro, più intimo, ipotetico compromesso. Agli intervistati è stato chiesto di scegliere tra un partner non molto attraente ma bravo a letto a uno molto bello ma schifoso a letto ( e senza margini di miglioramento ). Quest’anno, come 10 anni fa, le prefernze sono andate al partner bravo a letto, ma la percentuale si è ridotta notevolmente. Infatti, se nel 2003 8 su 10 sceglievano una buona performance sessuale, nel 2013 si sono ridotti a 6 su 10.