mercoledì 22 maggio 2013

L'ITALIA SI DESTA? LA SINDROME DEGLI ALPINI E LA VOGLIA DI FARCELA DEGLI ITALIANI.



Ho appena finito di leggere l'ultimo rapporto GFK EURISKO sui climi sociali e di consumo e, devo riconoscere, dopo tanto tempo questa nazione ha ripreso a sorprendermi in positivo.

Nel suo articolo, FABRIZIO FORNEZZA, descrive un'Italia che reagisce finalmente alla crisi con "l'attivismo nevrotico di un paese depresso" (cit.)... praticamente la classica reazione d'onore all'italiana.

Devastato da una classe politica trasversalmente ridicola e dall'assenza di denaro spendibile, il popolo italico inizia ad inventarsi strategie per far fronte alla depressione ed all'assenza di lavoro a volte poco ortodosse ma che continuano a far uscire la pagnotta giornaliera.

Il sentiment delle famiglie è aumentato di +8 punti tra gennaio e febbraio che sono stati in parte riassorbiti nel mese di marzo, a causa dell'ennesima figuraccia elettorale su cui calerei un pietosissimo velo per non rovinare la giornata; i politici... rieccoli che ci affossano.

Questo non solo vuol dire che gli italiani hanno voglia di immettere denaro nell'economia, di risollevarla e riprendere in mano la propria nazione, ma anche le stanno provando tutte per riuscirci. In questo scenario mi fa strano dover scrivere che i rapporti non prevedono un 2013 così critico come ci si aspettava.

Gli obiettivi ed i progetti sui risparmi sono un altro punto su cui gli italiani dimostrano non solo di tenere, ma anche di incrementare le loro strategie. L'indice sintetico sui progetti delle famiglie, calcolato da GFK EURISKO mostra all'inizio del 2013 un miglioramento, a riprova che almeno le motivazioni di utilizzo dei risparmi si rafforzano (cit.).

Praticamente è come se ci fosse un alpino che tiene la posizione ad oltranza, arroccato dietro la sua roccia, cercando sempre nuovi modi per avanzare e sconfiggere il nemico. L'Italia si desta, la storia insegna, e questa è una sindrome positiva tutta italiana.

Non so quanto questa possa esser una buona notizia, considerato il lavoro di chi ci governa il rischio di rimanere arroccati all'infinito dietro quella stessa roccia è piuttosto alto, ma per oggi preferisco pensare a chi non si arrende, alla buona notizia.

Paolo Carone.