giovedì 10 ottobre 2013

In comunicazione non si può sbagliare.




Chi non ha mai fatto errori nella vita? Nessuno credo. Tutti abbiamo qualcosa da farci perdonare, in un modo o nell'altro, nella vita privata e/o professionale.

Ciò che contraddistingue la professione pubblicitaria è però il fatto che l'errore non è ammesso. Commettere un errore in questo mondo è come metter fuoco ad una miccia che non si può più spegnere ed il botto finale può esser molto forte.

Facciamo riferimento ad una "case history" di un fatto realmente accaduto che riassumeremo in breve.

Nel 2005 una piccola impresa che costruisce piscine commissiona ad un grafico improvvisato (mossa dal notevole risparmio economico e dai tempi stretti) una campagna pubblicitaria. L'intento dell'azienda è naturalmente quello di stipulare nuovi contratti, possibilmente aumentando il numero di piscine da realizzare.

Il grafico/tipografo propone una campagna di manifesti formato 70cmX100cm da affiggere in loco e nei paesi limitrofi: "Mi raccomando"- spiega il grafico all'imprenditore - "affiggine il più possibile, tappezza tutto il territorio al massimo delle possibilità".

L'imprenditore, preso dai suoi affari, non considera il messaggio pubblicitario importante, ed affida al suddetto grafico la realizzazione dello stesso.
Egli prende 4 immagini di piscine, le dispone sul bozzetto del manifesto con al centro il logo dell'azienda costruttrice, si fa pagare ed in 4 giorni stampa 1000 manifesti che vengono affissi pressochè tutti durante la settimana successiva.

Moltissimi potenziali clienti iniziano a chiamare l'azienda in questione, ma nessuno di essi chiede informazioni circa la realizzazione di una piscina, bensì la possibilità di iscrivere essi stessi od i propri pargoli in piscina per dei corsi di nuoto.

La comunicazione ha fallito perchè ha fallito il messaggio. Il messaggio ha fallito perchè non c'è stato studio, non c'è stata ricerca, programmazione. Chi ha realizzato il messaggio non aveva le competenze per farlo, ha commesso un errore che ha danneggiato l'azienda committente che, nonostante i numerosi tentativi, non è riuscita più a far passare il messaggio corretto.

Ancora oggi, questa azienda ha difficoltà ad operare nel proprio territorio a causa di quella campagna pubblicitaria, e non riesce a far leva su ciò che dovrebbe essere il "grosso" del suo mercato, proprio perchè la sua pubblicità viene confusa con quella delle piscine comunali limitrofe.

L'imprenditore in questione si chiede ancora oggi come mai avvenga questo fenomeno.

Questa vicenda ci insegna che in Comunicazione dev'essere sempre "buona la prima": non si può sbagliare. Mai.
Gli errori commessi non sono mai sanabili al 100% e rimangono sul groppone del tuo committente che ne subisce il costo e le relative conseguenze.

Mai improvvisarsi pubblicitari se si è grafici, mai fare il contrario.